![]() |
|
Spaces home "FOR ACTIVE PEOPLE!"PhotosProfileFriends | ![]() |
SEMINARIO - ALTE QUOTE 2008 ALTE QUOTE
Verso la costituzione di un gruppo di attenzione interdisciplinare per la ricerca meteo-climatica in alta montagna ed agli aspetti ambientali correlati
SEMINARIO 14 maggio 2008
Università degli Studi - Facoltà di Agraria
Aula Magna (C03) - Via Celoria, 2 - Milano Tutti gli interessati sono invitati a portare il loro contributo di idee
OBIETTIVI: Le grandi montagne sono ecosistemi unici la cui sopravvivenza è un dovere sia nei confronti delle future generazioni sia per la salvaguardia di risorse turistiche e culturali di inestimabile valore. Dalle grandi montagne dipendono le popolazioni della pianura per l’approvvigionamento idrico, per la produzione di legname e più in generale le montagne racchiudono un patrimonio di diversità biologica ed antropologica che trova pochi eguali nel resto del mondo.
Le grandi catene montuose hanno un effetto rilevantissimo sul clima del pianeta sottraendo umidità alla circolazione generale ed alterando la circolazione generale stessa. Basti pensare, ad esempio, a quanto diverso sarebbe il clima padano senza la presenza delle Alpi o il clima europeo senza la presenza delle montagne Rocciose: recenti studi (Seager, 2002) hanno, infatti, evidenziato che la mitezza del clima europeo è in larga misura determinata non dalla Corrente del Golfo, ma dalla circolazione atmosferica che sull’Europa assume una caratteristica componente da sud per effetto delle Montagne Rocciose.
L’importanza ambientale ed economica, oltre che l’amore per la montagna, hanno spinto negli ultimi 50 anni ad intensificare le attività di ricerca negli ambienti estremi montani, sia per conoscerne le peculiari caratteristiche ancora oggi poco note sia, più recentemente, per cogliere testimonianze di cambiamenti i cui processi sono ancora da identificare completamente. In tale attività è particolarmente attivo da oltre venti anni il Comitato Ev-K2-CNR, che promuove, anche attraverso l'Unità di Ricerca del Dipartimento Terra e Ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, recentemente costituito presso l'associazione, la ricerca scientifica interdisciplinare utilizzando dati provenienti dai monitoraggi effettuati nelle catene dell’Himalaya, Karakorum, Alpi, Appennino e Ruwenzori nell'ambito del loro Progetto SHARE (Stations at High Altitude for Research on the Environment).
In occasione del seminario, Ev-K2-CNR allestirà un collegamento in diretta con la spedizione SHARE-Everest 2008, che sarà impegnata nell’installazione dei una stazione meteorologica a Colle Sud, Monte Everest, a 8000 metri di quota.
Da tali presupposti e da altri che emergeranno nel corso del seminario nasce l’idea di attivare un gruppo di attenzione ai temi della ricerca meteo-climatica applicata in alta montagna che veda il più ampio coinvolgimento di università, enti di ricerca ed appassionati.
----------------------------------
PER SCARICARE IL PROGRAMMA INTEGRALE IN PDF.
entrare nella cartella pubblica "Montagna 360°" nel modulo FILE
di questo sito e cliccare "14-05-2008_Seminario_Alte_Quote". LA GUIDA AMBIENTALE
"Un lavoro che trasmette passione", ecco come definire il mio lavoro di guida ambientale,
non solo un impegno professionale, ma un modo per far riscoprire ai giovani e ai meno giovani,
il contatto con l'ambiente e il territorio locale che ci circonda.
La natura non esiste solo in MONTAGNA, dove sicuramente trova una delle sue massime espressioni,
ma ovunque intorno a Noi, dobbiamo solo essere educati ad OSSERVARLA e RISPETTARLA.
Per i nostri nonni era la cosa più normale, oggi invece è abbastanza difficile perchè abbiamo perso questa
SENSIBILITA', che spesso invidiamo ad altre culture, come quelle dei Paesi del Nord Europa.
Fondamentale è l'attività di Educazione ambientale all'interno delle scuole dell'obbligo che permette
dall'infanzia e dall'adolescenza di far nascere un senso di RESPONSABILITA' civile verso gli enti istituzionali
(Parchi) e gli elementi che costituiscono il paesaggio (fauna, flora, acque...), non vedendoli solo
passivamente, ma scoprendo il perchè della loro esistenza.
Se si cresce capendo che ogni nostra azione ha una conseguenza sull'ambiente, che nel tempo si ripercuote
positivamente o negativamente ancora su di Noi, possiamo avvicinarsi sempre di più a quei concetti di
"SOSTENIBILITA' AMBIENTALE" che in realtà sono l'unica via per vivere in un futuro migliore.
La guida ambientale è quindi una professione che ha sicuramente un ruolo SOCIALE non indifferente,
il cui scopo principale, ancora prima di quello di far conoscere qualcosa di materiale è quello di insegnare dei
principi di vita e di coesistenza con l'ambiente.
PER NON DIMENTICARE... Una storia vera di Montagna che mi ha sempre affascianto fin da piccolo,
sin da quando ho cominciato ad andare su e giù per le nostre stupende Dolomiti
è sicuramente quella della "Diga del Vajont", in Veneto nei pressi del fiume Piave.
Era la diga più alta al mondo per l'epoca, una opera imponente,
costruita da menti e mani Italiane per dominare la natura
che però causò per colpa dell'avidità e delle speculazioni di pochi la tragedia.
La diga che doveva essere un simbolo del "progresso italiano",
dopo il disastro si tramutò in un simbolo di "vergogna" per la Nostra storia moderna.
La storia di Erto (nr. paese dello scrittore "Mauro Corona"), Cassio, Longarone... i paesi
distrutti dall'onda d'urto causata dalla frana del monte Toc,
è la storia di un disatro prevedibile ed evitabile... perchè tutti sapevano ,
ma quasi tutti chiusero gli occhi davanti all'evidenzia
a causa dei grandi interessi in gioco.
La storia del Vajont mi aveva affascianto così tanto che un giorno dopo tanto tempo
ho deciso di andare a vedere di persona questi luoghi di cui avevo sentito tanto parlare...
quando una mattina d'estate con alcuni amici sono arrivato a Longarone e mi si è
aperta davanti la gola dell'Inferno dove sorge il muro di cemento alto oltre 200m
sono rimasto a bocca aperta... è sicuramente qualcosa di straordinario...
da quel giorno non posso dimenticare la data incisa lungo la galleria che porta alla diga:
E' una storia che ormai è stata più volte raccontata...
oltre che nel film del 2001 "Vajont - La diga della vergogna", anche nel famoso monologo,
a dir poco toccante di Marco Paolini nel 1997.. (di seguito in versione completa)
uno spettacolo unico che merita di essere visto almeno una volta perchè è UNA STORIA CHE
DEVE ESSERE RACCONTATA ANCORA PER NON DIMENTICARE gli errori e le 1917 vittime...
-> L'attore Marco Paolini raccontò la tragedia direttamente dalla diga del Vajont nel 1997
Primo tempo: Secondo tempo:
-> Alcune mie foto: il monte Toc e il fronte di distacco della frana, la diga del Vajont da monte e da valle.
FILM DI MONTAGNA PRIMA PARTE
Oggi casualmente su "youtube" ho trovato il TRAILER ORIGINALE
di uno dei miei film preferiti di montagna...
CLIFFHANGER (1993)
Trama:
"Impari, ma vittoriosa lotta di un montanaro, membro di una squadra di soccorso, oppresso da un forte senso di colpa per la morte
di una ragazza. Lotta contro una squadraccia di feroci rapinatori che ha preso in ostaggio la sua ragazza ed un collega per
recuperare tre valigie imbottite di denaro rubato disperse in quota.
Data per scontata la sagra degli stereotipi, ci si può abbandonare al piacere della visione, dell'avventura, delle esibizioni
acrobatiche, dei trucchi di questo film-giocattolo di cui la rilucente massa muscolare di S. Stallone è il vero contenuto.
“Cliffhanger” significa qualcosa come “attaccato alla rupe”, ma è anche una parola di gergo per indicare un serial fatto di episodi
con il finale in sospeso che si risolve solo nella puntata successiva, oppure come in questo caso un film d'azione avventurosa che
coniuga la suspense con la vertigine"
Frasi celebri:
John Lithgow a Michael Rooker
"Vuoi uccidermi, vero Tucker? Allora prendi il numero e mettiti in fila" Michael Rooker e il cattivissimo John Lithgow
"Psicopatico figlio di puttana!" "Uccidi due persone e sei uno psicopatico. Ne uccidi un milione e sei un conquistatore. Va’ a capirci!" John Lithgow
"È ancora vivo per altri quattro minuti!" Il mio personale giudizio:
Essendo un film di Stallone è ovvio che è una "americanata",
però si deve considerare la figura di Wolfgang Güllich, come controfigura d'eccezione per lo stesso Stallone.
Inoltre, sicuramente l'elemento fondamentale del film è la stupenda ambientazione montana,
nelle mitiche DOLOMITI, che non per niente sono le montagne più belle al mondo!!!
SECONDA PARTE
Tra i film-documentari più seri e curati, vincitori anche di numerosi premi, posso consigliare due titoli...
LA MORTE SOSPESA
(Touching the void - 2003)
Trama:
"Il docudrama di MacDonald tratto dall'omonimo romanzo di Joe Simpons è una storia vera, un manifesto sulla forza di volontà, sul
desiderio di rimanere attaccati alla vita, anche quando le speranze sembrano non esistere più. Il viaggio di ritorno dall'inferno (che
questa volta è freddo come i ghiacci e non caldo come il fuoco) è fatto di piccoli passi, di dolore (tanto) e di sacrificio.
I minuti di Joe sembrano anni, i suoi sforzi sono infiniti, ma un raggio di luce nel buio dei crepacci è più di una speranza..."
CLOROPHILLA (2006)
Per sapere tutto su questo film da freerider che ha già fatto il giro del mondo...
BUON 2008 DALLA BAITA DEGLI ANGELI Dopo l'intenso impegno profuso e le numerose responsabilità che conseguono l'organizzare
una vacanza per oltre una ventina di persone, in particolare una settimana bianca in baita
nelle Dolomiti come questa, eccomi di ritorno felice e contento con i miei amici dal Passo del
Brocon e dalla "Baita degli Angeli"...
Come promesso a luglio (nell'intervento: Meglio presto che mai), ecco un breve resonto
fotografico dell'ennessima avventura della compagnia Offanenghese, che con l'aiuto del
sempre presente Marco (Cà), nel limite del possibile cerco di portare sempre in nuovi posti.
Sicuramente alcune foto scelte tra le oltre 300, possono rendervi meglio delle
parole, l'idea del divertimento di questi ultimi giorni:
1) Gruppo Cima d'Asta; 2) Passo del Brocon; 3) Uno scorcio della Baita degli Angeli con alcuni partecipanti;
4 e 5) Scialpinismo; 6) Ultima escursione prima della Norvegia (Bella Dany!); 7) Primi approcci allo sci;
8) Gigi "Mr. Bombardino"; 9) Squadra agonistica di Bob; 10) Se non c'è il Bob e nemmeno la neve...
11) Giro in compagnia alla malga; 12) Giretti notturni per smaltire l'alcool; 13) Marco che gioca a Tetris con i bagagli;
14) Bevendo in compagnia; 15) Dedicata ai danni del Tia; 16) Gengy, più normale del solito; 17) "Cario!La bistecca c'è anche di qui!";
18) Svacco in compagnia; 19) Tartallegre e dama alcolica; 20) Egr. Sig. "Sindaco"; 21) Rimozione forzata;
Altre foto le trovate sul BLOG del TIA:
--------------->
Purtroppo, come capita quando si è in tanti , alcune cose potevano andare anche meglio:
Mi dispiace per la scarsità di neve, però per fortuna "San Martino di Castrozza " ci ha salvato
la sciata in pista...
Mi dispiace per chi a causa di alcuni imprevisti (Per Noi purtroppo imprevedibili) ha
preferito non raggiungerci...
Mi dispiace per chi per un'improvvisa malattia ha dovuto andare via prima della
mezzanotte...
Mi dispiace per chi ha raggiunto la mezzanotte, ma poi è finito in stampelle...
Mi dispiace anche per chi ha dovuto far rimuovere l'auto perchè il filtro del gasolio era
diventato un ghiacciolo...
soprattutto a Voi auguro un BUON 2008!
Comunque non preoccupatevi ci saranno sicuramente altre occasioni per festeggiare tra amici
e divertirsi insieme, oltre alle numerose proposte che ho già in mente per il nuovo anno
(Per caso in primavera qualcuno è interessato a provare il parapendio???).
Vi ricordo che nella lista d'attesa c'è ancora il torrentismo saltato a settembre (stavolta con i
tuffi!) e per luglio quando tornerà il Dany da Oslo (Norvegia) c'è già in programma un altro
weekend avventura, ancora più spericolato ed affolato di quello del 2007...
Va bè... per il momento buona continuazione a tutti!!! FORUM PER DISCUTERE DI MONTAGNA I forum sono un mezzo moderno, libero ed utile per scambiarsi informazioni tra appassionati di qualunque
cosa.. nel Nostro caso c'è ne sono svariati riguardanti LA MONTAGNA e tutto ciò che è connesso. Bastano
due minuti per effettuare una semplice registrazione, scegliere il proprio nickname (il mio è sempre
"drmountain") e si può iniziare subito a scrivere.
Io vi consiglio tre forum a cui sono iscritto. Quando posso partecipo alle discussioni o metto nuovi "post"
chiedendo informazioni o semplicemente curiosità:
PLANETMOUNTAIN FORUM
Molto probabilmente il forum di montagna più frequentato in assoluto, legato all'omonimo sito:
SKI FORUM
Il forum degli sciatori Italiani, in particolare chi ama il Freeride e lo Scialpinismo.
ON-ICE
Legato al sito http://www.on-ice.it/, famoso per le numerose e dettagliate relazioni di escursionismo,
alpinismo e scialpinismo.
VAL TALEGGIO - MTB TOUR La scorsa settimana, con due miei amici (Fabio e Brayan), sono andato a fare un giretto di fine stagione in
MTB (la sigla significa Mountain Bike, per chi non lo sa, come due miei sprovvedute amiche!).
La pedalata è stata di circa 70km, un anello in una particolare zona della Bergamasca, tra la Valle
Brembana e la VAL TALEGGIO, famosa soprattutto per l'omonimo formaggio.
Un tour di notevole bellezza, che risale la Valle Brembana partendo dal piccolo paese di Sedrina (famoso
per essere il paese natale dello storico ciclista Gimondi), sfruttando dal successivo paese di Zogno anche il
nuovo percorso ciclabile (Greenway) che ripercorre il vecchio tracciato dell'abbandonata ferrovia lungo il
fiume Brembo. Lungo la valle principale una tappa obbligata è sicuramente il centro di San Pellegrino,
famoso per le terme, per il vecchio casinò e per l'omonima fabbrica di acque gassate, ormai internazionale.
Arrivati a San Giovanni Bianco si prende dopo il ponte a sinistra e si entra con una rampa nella Val Taleggio
(cartelli Taleggio, Olda, Vedeseta... e addirittura Lecco, essendo la vecchia strada che con il passo del
Culmine di San Pietro permette di scendere in Valsassina).
Da qui si percorrono meno di una decina di chilometri di agile salita lungo uno stretto canyon, con pareti a
strapimbo e uno stupendo torrente in un paesaggio di altri tempi, caratterizzato da una temperatura bassa
favorita dall'ombra e dall'umidità dell'orografia.
Arrivati ad Olda un chilometro di discesa ci porta ad un importante bivio. A sinistra la strada scende verso
Bergamo e ci servirà più tardi il nostro ritorno, a destra la strada sale molto velocemente per 5 km,
passando per Vedeseta e raggiungendo con due temibili tornanti e qualche falso piano la località Avolasio...
nostra metà... dove c'è la "Casa Alpina Cremasca" e dove i miei amici di un campo scuola ci offrono un
apprezzato Thè caldo, vista la temperatura poco sopra lo zero termico, che ci fa rinunciare a prolungare
l'escursione fino al Culmine (per la cronaca altri 6km ancora più in piedi).
Dopo una breve pausa e quattro chiacchere in compagnia giriamo le MTB ed iniziamo il ritorno... si sfreccia in discesa come schegge fino a tornare al precedente bivio. Si gira a destra per continuare il giro della valle che si abbassa velocemente con delle strette curve, spesso senza visuale.. fino ad un ponte dove rinizia la salita (troppo facile se fosse stata tutta discesa!!!Vero Brayan???). Falsi piani e numerose curve che attraversano paesi tradizionalmente contadini come Peghera e Gerosa, ci accompagnano per altri 10km, fino al tanto desiderato svalico in Val Brembilla, regalandoci di continuo visuali sull'ambiente incontaminato della valle, che già da alcuni anni soffre però lo spopolamento. E ora finalmente il vero divertimento... 20km di bellissima discesa... con sorpassi all'interno dei tornanti, continui rilanci dopo insidiose curve, con una vera e propria bagarre per tenere la testa del gruppo... sollecitando al limite dell'usura i freni su un asfalto spesso non del tutto regolare... Che dire... Fantastico... (visto anche la velocità con cui abbiamo percorso l'intero giro!) sarà sicuramente da rifare... è certamente tra i miei percorsi preferiti e lo consiglio a tutti, basta un minimo di allenamento ed è fattibile dalla primavera all'autunno. Interessante l'opzione di campeggiare liberamente nella bella stagione in valle, come abbiamo fatto Io e altri miei amici lo scorso Maggio e come dimostrano le seguenti foto, percorrendo itinerari anche più lunghi (Offanengo-Avolasio-Offanengo: 190km).
SUL GHIACCIAIO DEI FORNI... IN MODO SCIENTIFICO Anche nel mese di ottobre un'altra bellissima esperienza in montagna... stavolta di interesse scientifico. Insieme ai miei
compagni dell'Università Statale di Milano, che frequentano con me il corso di "Climatologia e Glaciologia Alpina" (Unico in
Italia) siamo andati sul bellissimo "Ghiacciaio dei Forni" in Alta Valtellina, alle spalle di Santa Caterina Valfurva (SO).
Nostri accompagnatori una Guida Alpina locale e i professori dott. C. Smiraglia e dott.ssa G. Diolaiuti, glaciologi di nota
esperienza che ci hanno tenuto in loco un'interessante lezione sull'ambiente glaciale e periglaciale.
Meta dell'escursione l'unica stazione meteorologica (Lastem) permanente per il monitoraggio del clima di un ghiacciaio
italiano. Presso la stazione, che si trova a circa 2700m di quota al centro dei 12 ettari del più grande ghiacciaio "vallivo" d'Italia
(in assoluto il più grande è quello dell'Adamello, ma è di "calotta"), abbiamo fatto osservazioni e misurazioni dirette,
scaricato i dati meteo degli ultimi 6 mesi ed addirittura spostato di peso l'intera struttura, perchè minacciata dall'apertura di un
crepaccio nelle vicinanze.
Da sottolineare lo stato di "sofferenza" del ghiacciaio che negli ultimi anni ha avuto costantemente un bilancio di massa
negativo, perdendo più ghiaccio per ablazione (fusione) nei mesi primaverili-estivi di quello che s'accumula nei mesi invernali.
Impressionante l'arretramento della fronte che nell'ultimo secolo è stato di circa 1800m di distanza, fenomeno che si è
gradualmente intensificato facendo scomparire anche la stupenda serraccata che fino all'inizio degli anni '80 dominava il
centro della valle.
L'interrogativo che ci affligge un po' tutti è se tra 50-100 anni potremo vedere ancora la bellezza di un ghiacciaio in piena
estate, in particolare sul versante italiano delle Alpi, rivolto a Sud e più soggetto agli effetti del riscaldamento globale...
non ci rimane che monitorare e sperare...
MAURO CORONA - RITORNO ALLE "INVASIONI BARBARICHE"
Sull'onda del successo della prima intervista,
torna in TV |